| |
Suini
La consistenza del patrimonio suinicolo in Italia è di circa 9 milioni di capi, di cui circa l’85% è concentrato nella Pianura Padana in regioni vocate alla produzione del suino pesante tradizionale destinato alla trasformazione (prosciutti e salumi).
Il tasso di approvvigionamento di carne suina si attesta attorno al 65% e ciò fa del nostro Paese un importatore di animali e di prodotti dall’estero.
Il consumo medio pro capite si aggira sui 31 kg con una tendenza relativamente stabile nell’ultimo decennio.
L’allevamento suinicolo è interessato da profonde modifiche strutturali ed organizzative per poter rimanere al passo con le mutate esigenze e con le richieste del mercato nazionale e comunitario.
In tal senso sono sempre più diffusi gli allevamenti di tipo industriale con collocazione degli animali in “siti” separati , ove sviluppare un adeguato sistema di biosicurezza per migliorare la sanità degli animali e le loro prestazioni produttive.
Questo sistema, in cui ogni fase è controllata e coordinata con le altre, può prevedere 3 “siti” produttivi distinti:
sito 1 Riproduzione
sito 2 Post-svezzamento
sito 3 Accrescimento-ingrasso
Riproduzione
Rappresenta indubbiamente una fase strategica in grado di condizionare profondamente la redditività dell’azienda.
La prolificità delle attuali linee genetiche ha raggiunto livelli produttivi rilevanti (più di 30 suinetti/scrofa anno): le scrofe presentano esigenze nutrizionali sempre più elevate sotto l’aspetto quantitativo e qualitativo, che devono essere soddisfatte con alimenti specifici e bilanciati.
Dopo la nascita dei suinetti in sala parto, il periodo di svezzamento varia normalmente dalle 3 alle 4 settimane di vita, durante le quali le covate sono alimentate dal latte materno e sovente da adeguati supplementi alimentari (liquidi o solidi) a partire dalla prima settimana di vita per favorire un adeguato sviluppo morfo-funzionale dell’apparato gastro-intestinale.
Sei un allevatore? Clicca qui per ottenere maggiori informazioni.
Post-svezzamento
I suinetti provenienti dalla sala parto ad un peso variabile, a seconda dell’età, da 6-8 kg, sono allevati in specifiche strutture a terra o in gabbiette sopralevate, in gruppi di varia consistenza.
È una fase molto delicata in cui si verificano drastici cambiamenti fisiologici e morfologici, in modo particolare del tratto gastro-intestinale. La dieta gioca, quindi, un ruolo fondamentale sulla funzionalità dell’organismo e sulle prestazioni produttive dei suinetti.
L’alimentazione è somministrata prevalentemente in forma solida ad libitum, favorendo la costante disponibilità di alimento fresco ed appetibile. Negli ultimi anni si stanno diffondendo impianti di alimentazione liquida. Il programma alimentare prevede la somministrazione di 2-3 tipi di mangimi in funzione dell’età e del peso vivo degli animali.
La fase di post-svezzamento dura circa 55-60 giorni ed il suinetto raggiunge il peso vivo di 28-30 kg.
Sei un allevatore? Clicca qui per ottenere maggiori informazioni.
Fase accrescimento-ingrasso
L’allevamento suinicolo nazionale è finalizzato alla produzione del:
- suino leggero da macelleria
- suini pesante da trasformazione.
Quest’ultima destinazione è largamente prevalente.
La fase di accrescimento-ingrasso ha una durata di circa 190-200 giorni ed il suino raggiunge il peso ottimale di macellazione di 165-170 kg.
In questa fase gli animali sono opportunamente alimentati con differenti (3-4) tipi di dieta applicando il principio dell’alimentazione “a fasi” per ottimizzare il rendimento dell’animale in funzione dei suoi fabbisogni nutrizionali, ottenere una carcassa dalle pregiate caratteristiche organolettiche e ridurre efficacemente il carico zootecnico inquinante sull’ambiente.
Sei un allevatore? Clicca qui per ottenere maggiori informazioni.
Back
|
|